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O.M. n. 2983 del 31 Maggio 1999

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RIFIUTI SOLIDI URBANI
O.M. 31-5-1999 n. 2983

Pubblicata nella Gazz. Uff. 8 giugno 1999, n. 132.

O.M. 31 maggio 1999, n. 2983 (1).


Immediati interventi per fronteggiare la situazione di emergenza determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella regione siciliana. (Ordinanza n. 2983) (2).

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(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 8 giugno 1999, n. 132.

(2) Vedi, anche l'O.M. 31 marzo 2000, n. 3048, l'O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, l'O.M. 25 maggio 2001, n. 3136, l'O.M. 22 marzo 2002, n. 3190, l'art. 1-ter, D.L. 7 febbraio 2003, n. 15, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione, l'O.P.C.M. 23 gennaio 2004, n. 3334, l'O.P.C.M. 28 luglio 2006, n. 3537 e l'O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

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IL MINISTRO DELL'INTERNO
delegato al coordinamento
della protezione civile


Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 novembre 1998, che delega le funzioni del coordinamento della protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, al Ministro dell'interno;

Vista la nota del 2 dicembre 1998, con la quale il presidente della regione siciliana rappresenta la grave crisi determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani che ha assunto carattere di emergenza igienico-sanitaria con risvolti anche di ordine pubblico;

Considerato che la gestione attuale dei rifiuti della regione siciliana si basa in larga misura su discariche attivate dai sindaci con procedure d'urgenza;

Considerato, inoltre, che lo stesso piano regionale di smaltimento dei rifiuti, approvato con decreto presidenziale n. 35 del 6 marzo 1989, risulta basato sullo smaltimento in discarica e comunque soltanto poche delle discariche previste risultano realizzate, mentre i pochi impianti a tecnologia complessa in esercizio non sono adeguati ai più recenti requisiti tecnici che garantiscano un corretto esercizio;

Atteso che la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti va immediatamente riportata sotto controllo, impedendo l'introduzione di rifiuti provenienti da altre regioni ed operando riforme strutturali nel settore della raccolta, del trasporto, della valorizzazione, del recupero di materie e di energie;

Considerato che vanno immediatamente censiti e contrastati i casi di smaltimento abusivo ed individuate, chiuse e bonificate le discariche esistenti, limitando lo smaltimento residuale in discarica e operando su un numero ridotto di discariche pubbliche adeguatamente attrezzate, gestite e controllate;

Visto che con decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, sono state emanate nuove disposizioni in materia di rifiuti, recependo le direttive comunitarie in materia;

Considerato il superamento dell'emergenza può essere perseguito attraverso lo sviluppo delle azioni di contenimento della produzione dei rifiuti, di raccolta differenziata, di selezione, di valorizzazione, di recupero, anche energetico, nel sistema industriale mediante l'applicazione delle migliori tecnologie disponibili tese ad assicurare le migliori prestazioni energetiche e ambientali;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 gennaio 1999, con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella regione siciliana fino al 30 giugno 2000;

Ritenuto necessario accogliere la richiesta del presidente della regione siciliana al fine di dotare lo stesso degli strumenti e dei poteri indispensabili a fronteggiare lo stato di emergenza in atto in quella regione;

Acquisita l'intesa del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, con nota prot. n. 4809 del 31 maggio 1999;

Acquisita l'intesa del Ministro dell'ambiente con nota prot. n. 9843/D1/ARS/M/UDE del 26 maggio 1999;

Acquisita l'intesa del presidente della regione siciliana con nota n. 2291 del 12 maggio 1999;

Dispone:

Art. 1


1. Il presidente della Regione siciliana è nominato commissario delegato per la predisposizione e adozione del piano di gestione dei rifiuti e delle bonifiche delle aree inquinate di cui all'art. 22 della legge 5 febbraio 1997, n. 22, di un piano di interventi d'emergenza per la gestione dei rifiuti urbani nonché per la realizzazione degli interventi necessari per far fronte alla situazione d'emergenza (3).

2. Il commissario delegato, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e sentite le province regionali, predispone, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, della presente ordinanza, il piano degli interventi di emergenza e riferisce ogni due mesi sull'attuazione della presente ordinanza al Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile e al Ministro dell'ambiente.

3. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana può avvalersi di un vice commissario per le attività di cui alla presente ordinanza e successive e per la gestione delle risorse finanziarie. Può avvalersi, inoltre, di soggetti attuatori ai quali affidare specifici settori di intervento, sulla base di direttive di volta in volta impartite dal commissario delegato nominati di intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Per l'attuazione degli interventi previsti dal piano di bonifica e risanamento del comune di Biancavilla si avvale, altresì, del sindaco quale sub-commissario (4)] (5).

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(3) Comma prima soppresso e sostituito dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e poi così modificato dall'art. 4, comma 1, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(4) Comma prima modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e dall'art. 4, comma 2, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e poi così sostituito dall'art. 2, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190 come modificato dall'art. 7, O.P.C.M. 23 gennaio 2004, n. 3334.

(5) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 2


1. Il piano di emergenza è redatto in conformità ai princìpi, finalità e criteri stabiliti dall'art. 22 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e sue successive modifiche ed integrazioni, ed alle norme attuative del decreto medesimo. Il piano d'emergenza in particolare (6):

a) quantifica, anche sulla base degli esistenti impianti di smaltimento, i rifiuti urbani, i rifiuti assimilati ed i rifiuti assimilabili prodotti in ciascun àmbito provinciale;

b) identifica in ciascun àmbito gli obiettivi specifici minimi della raccolta differenziata, nel rispetto dei tempi e di quanto fissato dall'art. 24 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (7);

c) identifica, in ciascun àmbito provinciale, il numero e la localizzazione degli impianti di valorizzazione delle frazioni di cui alla precedente lettera b) tenendo conto dell'offerta di recupero da parte dei sistemi attivati ai sensi degli articoli 41 e 44 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e sue successive modifiche ed integrazioni, al fine di coinvolgere nella gestione dei rifiuti i produttori dei beni che generano i rifiuti medesimi, nonché da parte del sistema industriale;

d) identifica le modalità per ottimizzare la raccolta ed il trasporto nonché per assicurare la valorizzazione energetica della frazione residuale dei rifiuti rispetto alla raccolta differenziata di cui alla precedente lettera b) (8);

e) identifica, preferibilmente in ciascun àmbito provinciale, la localizzazione degli impianti per la produzione di combustibile derivante dalla frazione residuale dei rifiuti urbani di cui alla precedente lettera d) e dai rifiuti assimilati (9);

f) identifica il numero ed i criteri per la localizzazione degli impianti per il trattamento della frazione residuale e di quelli di termovalorizzazione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati, tenuto conto, in via prioritaria, dell'offerta di utilizzo dei rifiuti da parte di operatori industriali, preferibilmente se in sostituzione totale o parziale di combustibili tradizionali (10);

g) identifica, in ciascun àmbito provinciale, in relazione alle disposizioni di cui all'art. 5 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, il fabbisogno delle discariche tenendo conto dei tempi di attuazione della raccolta differenziata e di realizzazione e messa in esercizio degli impianti di recupero di cui alle precedenti lettere c), e) ed f) nonché della prevista produzione di sovvalli derivante dalle attività di selezione e recupero;

h) assicura che l'intera gestione dei rifiuti avvenga preferibilmente all'interno delle singole province tranne che per gli impianti di cui alla precedente lettera e) e che il recupero energetico dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avvenga all'interno della regione (11);

i) prevede i tempi e le modalità per il rientro alla gestione ordinaria] (12).

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(6) Alinea così modificato dall'art. 4, comma 3, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(7) Lettera prima modificata dall'art. 4, comma 4, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e poi così sostituita dall'art. 3, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(8) Lettera così modificata dall'art. 3, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(9) Lettera così modificata prima dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048, poi dall'art. 4, comma 5, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 ed infine dall'art. 3, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(10) Lettera così modificata dall'art. 4, comma 5, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e poi così sostituita dall'art. 3, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(11) Lettera così modificata dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e poi dall'art. 3, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(12) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 2 bis


1. Il commissario delegato - presidente della regione siciliana promuove ed organizza una gestione unitaria dei rifiuti urbani ai sensi dell'art. 23 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 in ciascun àmbito territoriale ottimale che, preferibilmente, è individuato nella provincia. Ai predetti fini il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, individua ed attua le forme e i modi di cooperazione tra la provincia ed i comuni in ciascun àmbito o sub-àmbito territoriale ottimale per la gestione integrata dei rifiuti urbani e per l'esercizio associato delle funzioni amministrative in materia di gestione dei rifiuti urbani (13).

2. Nel caso in cui la provincia ed i comuni appartenenti all'àmbito non giungano alla relativa aggregazione il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, previa diffida, provvede, in nome, per conto e nell'interesse dei predetti enti, a porre in essere gli atti necessari alla costituzione della società di àmbito per la gestione integrata del servizio, cui potrà affidare, tra l'altro, la proprietà e la gestione degli impianti pubblici comprensoriali, associando la provincia ed i comuni dell'àmbito o del sub-àmbito, anche in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 113 e 116 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e al decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 533, e successive modifiche ed integrazioni] (14).

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(13) Articolo aggiunto dall'art. 4, comma 6, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136, poi modificato dall'art. 3, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190 ed infine soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(14) Comma aggiunto dall'art. 3, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.
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Art. 3


1. Ai fini del superamento dell'emergenza, fermi restando gli oneri della gestione in capo ai comuni, il commissario delegato - presidente della regione siciliana, per l'attuazione del presente articolo, avvalendosi anche degli enti locali e dei loro consorzi e aziende, in particolare, dispone:

1.1 la realizzazione, in ciascuna provincia regionale, in collaborazione con il presidente della provincia medesima, della raccolta differenziata al fine di conseguire, entro il 31 dicembre 2003, l'obiettivo del 15 per cento di raccolta differenziata ed entro il 31 dicembre 2005, l'obiettivo del 25 per cento di raccolta differenziata, subentrando nell'affidamento del servizio ai comuni (15);

1.2 la realizzazione, in ciascuna provincia regionale in collaborazione con il presidente della medesima, della raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi, dei rifiuti ingombranti, dei beni durevoli di uso domestico e dei rifiuti inerti, al fine di concorrere agli obiettivi di cui al precedente punto 1.1 (16);

1.3 la realizzazione in ciascuna provincia regionale in collaborazione con il presidente della provincia medesima, della raccolta differenziata dei rifiuti urbani pericolosi, dei rifiuti ingombranti, dei rifiuti inerti nonché dei beni durevoli di uso domestico tenendo conto delle iniziative poste in essere a livello nazionale per il recupero di detti beni a fine d'uso subentrando, fino al termine dello stato di emergenza, nell'affidamento del servizio ai comuni (17);

1.4 la realizzazione, in ciascuna provincia regionale, in collaborazione con il presidente della provincia medesima, della raccolta differenziata degli imballaggi primari, secondari e terziari, in conformità alla convenzione stipulata il 7 ottobre 1999 tra il commissario delegato - presidente della regione siciliana, ed il Co.Na.I., al fine di conseguire, entro il 31 dicembre 2000 l'obiettivo del 50 per cento ed entro il 31 dicembre 2001 l'obiettivo del 65 per cento complessivo, calcolato sull'immesso sul mercato nella regione siciliana, ponendo l'onere del servizio a carico del Co.Na.I. Nel caso in cui tali obiettivi non venissero realizzati, il Co.Na.I. versa al commissario delegato - presidente della regione siciliana, i costi della raccolta indifferenziata e dello smaltimento, calcolati sulla base dei costi medi regionali, relativi alla quota di imballaggi primari, secondari e terziari non oggetto di raccolta differenziata e conferimento separato al Co.Na.I. medesimo, fino al raggiungimento del limite, rispettivamente, del 50 per cento e del 65 per cento. Il commissario delegato - presidente della regione siciliana destina tali risorse al potenziamento della raccolta differenziata degli imballaggi ed allo sviluppo del sistema industriale del riciclaggio. Il pagamento dovrà essere effettuato a favore della contabilità speciale intestata al commissario delegato - presidente della regione siciliana, al 31 dicembre 2000 riferito al semestre dal 1° luglio 2000 al 31 dicembre 2000 e al 31 dicembre 2001 riferito all'anno 2001. In caso di mancato pagamento, il commissario delegato - presidente della regione siciliana, previa diffida, dispone che i soggetti responsabili della distribuzione delle merci e dei beni di consumo applichino il deposito cauzionale obbligatorio sugli imballaggi primari, secondari e terziari (18);

1.5 obblighi a carico dei detentori di imballaggi secondari e terziari, così come definiti dall'art. 35 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, di provvedere direttamente alla loro raccolta separata e al successivo conferimento, ai fini del reimpiego, riciclaggio o recupero, a soggetti autorizzati, ivi compresi quelli operanti per conto del CONAI e quelli attivati ai sensi della presente ordinanza (19);

1.6 la realizzazione, per il tramite dei sindaci, in ciascun comune, di piazzole per lo stoccaggio delle frazioni raccolte separatamente; in caso di inadempienza dei medesimi i presidenti delle province regionali provvedono sostituendosi direttamente quali commissari ad acta;

1.7 l'adeguamento ovvero la realizzazione in collaborazione con il presidente della provincia medesima, all'interno di ciascuna provincia, degli impianti di selezione e preparazione di carta, plastica, vetro, metalli ferrosi e non ferrosi, legno, tenendo conto delle iniziative poste in essere a livello nazionale in materia di imballaggi primari;

1.8 l'adeguamento ovvero la realizzazione all'interno di ciascuna provincia regionale in collaborazione con il presidente della provincia medesima degli impianti per la produzione di compost da frazione organica selezionata da rifiuti urbani sempre che tale frazione sia disponibile e sia verificata la sua compatibilità con una possibile destinazione agricola del compost prodotto o di impiego dello stesso per fini di risanamento e/o di recupero ambientale (20);

1.9 l'adeguamento ovvero la realizzazione all'interno di ciascuna provincia regionale in collaborazione con il presidente della provincia medesima degli impianti per il recupero di inerti;

1.10 l'adeguamento ovvero la realizzazione all'interno di ciascuna provincia regionale in collaborazione con il presidente della provincia medesima degli impianti di trattamento dei rifiuti ingombranti;

1.11 la realizzazione all'interno di ciascuna provincia regionale in collaborazione con il presidente della provincia medesima di impianti per il recupero dei beni durevoli di uso domestico tenendo conto delle iniziative poste in essere a livello nazionale in materia di recupero di detti beni a fine d'uso;

1.12 l'adozione di misure per favorire il riciclaggio e il recupero da parte del sistema industriale e la definizione dei contratti della durata massima di cinque anni per l'utilizzo finale delle frazioni recuperate;

1.13 l'adozione di misure per prevenire la formazione dei rifiuti, in particolare favorendo il riutilizzo degli imballaggi e il riciclaggio dei beni a fine vita (21);

1.14 [la realizzazione di impianti per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti] (22);

1.15 la realizzazione in ciascuna provincia regionale, in collaborazione con il presidente della provincia medesima, di sistemi di trasporto della frazione dei rifiuti urbani residuale dalla raccolta differenziata agli impianti di termoutilizzazione che consentano la massima economicità e il minor inquinamento (23);

1.16 le modalità per il calcolo e l'accollo degli oneri gestionali a carico dei comuni;

1.17 la realizzazione, con le risorse assegnate per la gestione dei rifiuti dei progetti LSU di cui al «Progetto ambiente» approvato dal C.I.P.E. con deliberazione del 17 marzo 1998, n. 32, relativi alla regione siciliana, così come previsti dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nella riunione del 30 luglio 1998 e ne assicura la gestione;

1.18 la formazione e l'informazione ambientale, e la promozione del rispetto dei valori naturali ed ambientali (24).

1.19 La realizzazione, a livello anche interprovinciale, di impianti di termovalorizzazione con produzione di energia e/o calore per l'utilizzazione della frazione residuale dei rifiuti (25).

1.20 La realizzazione degli interventi di protezione ambientale che dovessero rendersi necessari per la costruzione degli impianti previsti dalla presente ordinanza (26).

2. Il CO.NA.I. è obbligato a ricevere, alle condizioni previste dalla convenzione stipulata il 7 ottobre 1999 tra il commissario delegato - presidente della Regione siciliana ed il CO.NA.I. medesimo, gli imballaggi primari, secondari e terziari nonché le frazioni valorizzabili di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi (27).

3. Al fine di conseguire entro il 31 dicembre 2002 l'obiettivo del 50% di raccolta differenziata di rifiuti di imballaggio, calcolato sul quantitativo di imballaggi immessi sul mercato della Regione siciliana, il CO.NA.I., ai sensi e per gli effetti dell'art. 39 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 o i Consorzi di filiera istituiti ai sensi dell'art. 40 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, per la tipologia di materiale di imballaggio di rispettiva competenza devono organizzare ed effettuare entro e non oltre il 31 luglio 2002 la raccolta differenziata degli imballaggi sulle superfici pubbliche in sostituzione o ad integrazione della raccolta differenziata effettuata dalla pubblica amministrazione (28).

4. Qualora entro il termine del 31 luglio 2002 il CO.NA.I. o i Consorzi di filiera istituiti ai sensi dell'art. 40 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, per la rispettiva tipologia di materiale di imballaggio, non abbiano realizzato ed attivato la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio su superfici pubbliche, provvede direttamente il commissario delegato - presidente della Regione siciliana. A tal fine il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, per ciascun àmbito territoriale ottimale, predispone un piano di raccolta differenziata e seleziona, con procedure di evidenza pubblica, il soggetto affidatario del servizio. Gli oneri per l'organizzazione e la gestione del servizio sono a carico del CO.NA.I. ai sensi dell'art. 49, comma 10, e dell'art. 38, comma 9, lettere a) e b) e comma 10 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 che provvede ad effettuare il relativo pagamento a favore della contabilità speciale intestata al commissario delegato - presidente della Regione siciliana, sulla base di apposita fatturazione (29).

5. In caso di inadempimento del CO.NA.I. agli obblighi di cui al comma 3, il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, a far data dal 31 luglio 2002, può disporre altresì, previa diffida, che i soggetti responsabili della distribuzione delle merci e dei beni di consumo applichino un deposito cauzionale obbligatorio sugli imballaggi primari, secondari e terziari (30).

6. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana obbliga i detentori di imballaggi secondari e terziari, così come definiti dall'art. 35 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, a provvedere direttamente alla loro raccolta separata e al successivo conferimento, ai fini del reimpiego, riciclaggio o recupero, a soggetti autorizzati, ivi compresi quelli operanti per conto del CO.NA.I. e quelli attivati ai sensi della presente ordinanza, come previsto nella convenzione di cui al precedente punto 1 (31).

7. Il CO.NA.I. assicura, anche sostituendosi ai consorzi di filiera, la gestione separata degli imballaggi marchiati «T» e «F» ed il ritiro degli stessi, senza limiti percentuali, alle stesse condizioni previste dall'accordo stipulato con il commissario delegato - presidente della Regione siciliana (32).

8. Il CO.NA.I. è obbligato al ritiro presso le isole minori della Sicilia, anche sostituendosi ai consorzi di filiera, degli imballaggi primari, secondari e terziari nonché le frazioni valorizzabili di carta, plastica, vetro, legno, metalli ferrosi e non ferrosi, alle condizioni previste dalla convenzione stipulata il 7 ottobre 1999 (33).

9. Il COREVE è obbligato a ritirare i rifiuti di imballaggio in vetro provenienti dalla raccolta differenziata secondo quanto era stato previsto dal decreto ministeriale n. 48 del 1999, ed in particolare alle condizioni e per i corrispettivi previsti dal decreto medesimo (34)] (35).

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(15) Punto prima modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e poi sostituito dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072 ed infine nuovamente modificato dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(16) Punto soppresso dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(17) Punto così modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(18) Punto prima modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 poi così sostituito dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, ed infine soppresso dall'art. 4, comma 7, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(19) Punto soppresso dall'art. 4, comma 7, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(20) Punto così modificato dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(21) Punto così sostituito dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(22) Punto prima sostituito dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e poi soppresso dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(23) Punto così modificato dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(24) Punto aggiunto dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(25) Punto aggiunto dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(26) Punto aggiunto dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(27) Comma prima modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e poi così sostituito dall'art. 4, comma 8, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(28) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, poi sostituito dall'art. 4, comma 8, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 ed infine così modificato dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(29) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, poi sostituito dall'art. 4, comma 8, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 ed infine così modificato dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(30) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 8, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e poi così modificato dall'art. 4, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(31) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 8, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(32) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 8, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(33) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 8, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(34) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 8, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(35) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 4


1. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio stipula convenzioni per la durata massima di venti anni per l'utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotta nei comuni della Regione siciliana, con operatori industriali che si impegnino, a far tempo dal 31 marzo 2004 (36), a trattare in appositi impianti la frazione residuale dei rifiuti e a utilizzarla in impianti di termovalorizzazione con recupero di energia da realizzarsi in siti idonei ovvero in propri impianti industriali, o di cui abbiano la disponibilità gestionale, esistenti nel territorio della regione, ivi compresi quelli per la produzione di energia elettrica, in sostituzione totale o parziale di combustibili ora impiegati. A tal fine il commissario delegato - presidente della Regione siciliana individua gli operatori industriali in base a procedure di evidenza pubblica selezionandoli tra quanti si impegnano ad utilizzare i rifiuti residuali, in funzione delle migliori condizioni economiche e di protezione ambientale. Per l'eventuale quota residua di rifiuti, il commissario delegato - presidente della Regione siciliana stipula, mediante procedure di gara comunitarie, il cui bando è definito dal commissario delegato stesso sentito il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, convenzioni per la durata massima di venti anni, per il conferimento di detta quota di rifiuti, con operatori industriali che si impegnino a realizzare, con l'impiego di tecnologie atte a garantire una idonea protezione dell'ambiente, impianti dedicati di termovalorizzazione, da porre in esercizio entro il 31 dicembre 2005. Per consentire l'attuazione di entrambi i cicli sopra descritti, le medesime convenzioni dispongono, per un periodo massimo di venti anni, il conferimento, agli operatori convenzionati, dei rifiuti urbani residuali, al netto della raccolta differenziata, prodotti nei comuni della Regione siciliana da essa identificati (37).

2. L'ENEL o il Gestore della rete di trasmissione nazionale S.p.a. è autorizzato a stipulare e stipula, entro sessanta giorni dalla sottoscrizione delle convenzioni di conferimento dei rifiuti urbani ad impianti industriali esistenti o ad impianti dedicati, di cui al precedente comma 1, convenzioni per la cessione di energia elettrica, alle condizioni di cui al provvedimento CIP 6/1992, e secondo le modalità di aggiornamento ivi previste e comunque vigenti alla data di avvio delle procedure di individuazione dei soggetti cui conferire i rifiuti. Le nuove convenzioni dovranno essere stipulate in luogo di iniziative, ammesse fino al 30 giugno 1995, che non abbiano trovato concretezza. Tali incentivi si applicano alla produzione di energia elettrica mediante utilizzo dei rifiuti urbani e assimilati prodotti nei comuni della Regione siciliana al netto della raccolta differenziata.

3. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana dispone l'obbligo a carico dei comuni di conferimento dei rifiuti urbani raccolti nel territorio comunale al netto della raccolta differenziata, fermo restando l'onere del conferimento agli impianti, determinato in base alla tariffa definita nelle convenzioni di cui al precedente comma 1 e del trasporto, a carico dei comuni stessi, entro l'àmbito territoriale di appartenenza.

4. Nelle more dell'attivazione degli impianti di cui al comma 1, il commissario delegato - presidente della Regione siciliana onde ridurre il quantitativo di rifiuti da smaltire in discarica nonché di favorire i processi di recupero e riutilizzo degli stessi, dispone il conferimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili prodotti dai comuni siciliani negli impianti e nelle strutture esistenti. A tal fine il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, entro novanta giorni dalla data di pubblicazione della presente ordinanza individua, a mezzo di procedure di evidenza pubblica, gli impianti esistenti realizzati con contributi finanziari comunitari, statali e/o regionali, anche nell'àmbito degli strumenti previsti dalla programmazione negoziata, nonché, sentite le province interessate, i comuni che in essi dovranno conferire i propri rifiuti risultando conseguenzialmente vietato lo smaltimento in discarica dei rifiuti anzidetti; detti impianti godono del medesimo regime di agevolazioni di cui al precedente comma 2. I titolari degli impianti dovranno garantire la destinazione finale dei rifiuti trattati e dei sovvalli.
Il commissario delegato dispone altresì le migliorie e/o gli adeguamenti, senza che ne sia a suo carico onere alcuno, per gli impianti in questione e stipula con i titolari degli stessi apposite convenzioni, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. Fino alla data di stipula delle convenzioni di cui al precedente comma 1, l'onere del conferimento a carico dei comuni è da intendersi accettato in forma provvisoria con l'esplicita riserva di un suo allineamento a quello risultante dalle procedure di cui sopra nell'àmbito territoriale di appartenenza, ove detto onere risultasse inferiore. Il commissario delegato potrà altresì requisire o espropriare gli impianti e le strutture esistenti allo scopo di raggiungere gli obiettivi di cui prima utilizzando allo scopo le risorse di cui all'art. 12 dell'O.M. 31 maggio 1999, n. 2983 e seguenti] (38).

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(36) Per la proroga del termine vedi l'art. 2, O.P.C.M. 7 maggio 2004, n. 3354.

(37) Comma così modificato dall'art. 3, O.P.C.M. 23 gennaio 2004, n. 3334.

(38) Articolo prima modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, poi sostituito dall'art. 4, comma 9, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e dall'art. 5, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190 ed infine soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 5


1. Le competenze di cui all'art. 13 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 in materia di rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi, sono esercitate, in deroga alla legislazione vigente, in via esclusiva, dai prefetti delle province. L'emissione delle ordinanze, da parte dei prefetti, ai sensi del citato art. 13, è notificata al Ministro dell'ambiente, al Ministro della sanità ed al commissario delegato (39).

2. Le approvazioni dei progetti e le autorizzazioni di cui agli articoli 27 e 28 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, concernenti le discariche, sono rilasciate dai prefetti delle province anche in deroga all'art. 5 della L.R. 29 dicembre 1981, n. 181 (40). Le autorizzazioni per le discariche di rifiuti urbani, compresa l'autorizzazione di aumenti volumetrici di discariche esistenti, sono rilasciate esclusivamente ad impianti a titolarità e gestione pubblica (41).

3. Agli stessi prefetti è affidata la vigilanza, in collaborazione con le province regionali, sulle attività di conferimento dei rifiuti e di gestione delle discariche.

4. Per far fronte al fabbisogno di cui all'art. 2, comma 1, lettera g), i prefetti delle province individuano le discariche, ne assicurano la titolarità e la gestione pubblica anche nei modi previsti dal precedente art. 3, comma 2, e le adeguano alle disposizioni contenute nella normativa vigente avvalendosi degli strumenti giuridici e delle strutture tecniche ed operative previsti dalla presente ordinanza nonché delle risorse finanziarie poste a loro disposizione dal commissario delegato. I prefetti delle province dispongono la chiusura, la messa in sicurezza e gli interventi di post-gestione delle discariche di cui non prevedono la continuità in esercizio (42).

5. I prefetti delle province possono affidare la gestione delle discariche all'ENEA. A tal fine è riconosciuto all'ENEA il rimborso dei costi sostenuti e documentati relativi alle voci specificate nel provvedimento di affidamento di ciascun incarico.

6. È vietato l'ingresso nel territorio della regione siciliana dei rifiuti destinati allo smaltimento provenienti da altre regioni e dall'estero. La vigilanza sull'applicazione di tale divieto è affidata ai prefetti (43).

7. Il commissario delegato, in coerenza con la progressiva attuazione degli obbiettivi del piano, ed in particolare, con riferimento al progressivo incremento della percentuale di raccolta differenziata, ed al fine di assicurare il riciclaggio di tali frazioni nonché il recupero del CDR prodotto dai rifiuti che residuano dalla raccolta differenziata, disciplina, d'intesa con il Ministro dell'ambiente, l'importazione nel territorio della Regione siciliana di rifiuti destinati ad essere riciclati o recuperati nel territorio regionale medesimo (44).

8. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana predispone ed attua, per le aree di particolare pregio e sensibilità ambientale, oltre che per i comuni in cui ricadono i parchi e le riserve della Regione siciliana ed al fine di garantire un adeguato ed efficace livello di tutela ambientale di tali aree, specifiche iniziative a stralcio tra quelle previste dal P.I.E.R. e dalla pianificazione successiva, nel campo della raccolta differenziata e delle bonifiche. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana predispone ed attua, su siti anche diversi dalle relative localizzazioni già programmate, iniziative pilota finalizzate ad individuare, sperimentare e promuovere, soluzioni tecnologiche innovative nel recupero di materie, nei trasporti e per la produzione di energia dai rifiuti, da estendere su scala regionale. Saranno privilegiate le iniziative caratterizzate da una più forte valenza ambientale, sociale ed economica, che siano capaci di valorizzare i prodotti di recupero in filiere di riuso o in processi industriali di utilizzo di tipo integrato a sviluppo verticale in grado di produrre un valore aggiunto e di limitare il ricorso alle discariche, anche per lo smaltimento dei sovvalli (45)] (46).

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(39) Comma così modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(40) Periodo così sostituito dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 come modificato dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072.

(41) Comma così modificato dall'art. 4, comma 10, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(42) Comma soppresso e sostituito dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(43) L'originario comma 6 è stato soppresso e così sostituito dagli attuali commi 6 e 7 per effetto di quanto disposto dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(44) L'originario comma 6 è stato soppresso e così sostituito dagli attuali commi 6 e 7 per effetto di quanto disposto dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(45) Il presente comma, aggiunto come comma 7 dall'art. 4, comma 11, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 è da ritenersi comma 8 poiché il comma 7 era già esistente ai sensi dell'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(46) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 6


1. Il commissario delegato presidente della Regione Siciliana, in caso di inadempimento dei competenti uffici dei comuni e della regione alle disposizioni in materia di bonifica dei siti inquinati, con particolare riferimento alle discariche autorizzate e non più attive, alle aree a qualsiasi titolo divenute discariche abusive, nonché ai siti contaminati da amianto, provvede, in deroga al regime delle competenze disciplinate dall'art. 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e dal decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471:

a) ad approvare le misure di messa in sicurezza d'emergenza, dei piani di caratterizzazione, dei progetti preliminari e di quelli definitivi di bonifica e ripristino ambientale;

b) a predisporre i piani di caratterizzazione delle aree pubbliche compresi litorali ed i sedimenti marini, la realizzazione degli interventi di caratterizzazione, di messa in sicurezza d'emergenza, di bonifica e di ripristino ambientale di competenza pubblica;

c) ad intervenire in via sostitutiva, in caso di inadempienza dei soggetti obbligati, ai sensi dell'art. 17, commi 10 e 11, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22;

d) a predisporre il piano regionale di bonifica e ad individuare i siti prioritari (47).

1-bis. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, per i siti inquinati di interesse nazionale, in caso di inadempimenti degli uffici competenti, salva in ogni caso, l'approvazione dei progetti da parte delle amministrazioni di cui all'art. 15 del medesimo decreto ministeriale:

a) dispone la caratterizzazione delle aree pubbliche compresi i litorali ed i sedimenti marini;

b) realizza gli interventi di caratterizzazione, di messa in sicurezza d'emergenza e di bonifica e ripristino ambientale di competenza pubblica;

c) interviene in via sostitutiva, in caso di inadempienza dei soggetti obbligati, ai sensi dell'art. 17, commi 10 e 11, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22;

d) provvede alle attività di progettazione, nel caso di cui all'art. 15, comma 2, del decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471 in caso di inadempimento del responsabile o qualora il responsabile non sia individuabile e non provveda il proprietario del sito inquinato nè altro soggetto interessato (48).

1-ter. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, predispone e realizza un programma di interventi per le attività di caratterizzazione, di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale delle discariche comunali autorizzate e non più in esercizio, avvalendosi delle risorse allo stesso assegnate dalle precedenti ordinanze nonché attivando le procedure necessarie per assicurare il cofinanziamento comunitario (49).

1-quater. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, sulla base di apposite convenzioni, si avvale dell'ANPA per coordinare le attività di sua competenza in materia di bonifica dei siti inquinati di interesse nazionale di Gela e Priolo, che riguardano in particolare: l'efficacia delle misure di sicurezza e di emergenza, l'esecuzione delle attività di caratterizzazione - sia per le aree di pertinenza pubblica sia private - d'analisi di contro campioni e monitoraggio delle procedure di bonifica, il raggiungimento degli obiettivi di bonifica definiti per le diverse matrici ambientali, il raggiungimento degli obiettivi di messa in sicurezza permanente, il mantenimento delle condizioni di tutela sanitaria e di protezione ambientale al termine degli interventi di bonifica (50).

2. Per lo svolgimento delle attività di cui al precedente comma 1, il vice commissario può avvalersi di quaranta unità a tempo pieno di personale della pubblica amministrazione cui verrà corrisposto un compenso mensile nei limiti di 70 ore di straordinario effettivamente reso, sulla base degli importi orari delle qualifiche di appartenenza, a valere sui fondi a disposizione del commissario delegato - presidente della Regione siciliana nonché:

per le attività di verifica e controllo con tecniche analitiche e strumentali e per le attività di accertamento con strumenti di indagine epidemiologica delle strutture di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità, del Consiglio nazionale delle ricerche, dell'A.N.P.A., dell'E.N.E.A., dell'I.S.P.E.S.L., del Centro europeo ambiente e salute dell'Organizzazione mondiale della sanità, dell'ARPA e, nelle more della sua istituzione, dei laboratori di igiene e profilassi territorialmente competenti, nonché delle strutture sanitarie locali;
per le attività di individuazione, rilevazione e consulenza, dell'A.N.P.A., dell'E.N.E.A., del Dipartimento per i servizi tecnici nazionali, dell'Istituto nazionale di geofisica, dell'Istituto superiore di sanità, dell'I.S.P.E.S.L. e della collaborazione delle università della regione siciliana e degli enti territorialmente competenti;
per la progettazione e l'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica, dell'E.N.E.A. o di altre strutture pubbliche o società specializzate a totale capitale pubblico (51).

3. A tali istituzioni il commissario delegato - presidente della regione siciliana, riconosce le spese sostenute e documentate ad esclusione di quelle relative al trattamento economico di base del personale impiegato, relative alle voci specificate nel provvedimento di affidamento di ciascun incarico (52).

4. Il commissario delegato - presidente della regione siciliana, assegna fino ad un massimo di 60 unità di personale assunto con contratto a tempo determinato da retribuire nel limite massimo della retribuzione spettante al personale della Regione siciliana corrispondente al livello VIII, anzianità pari a 0, da ripartire in funzione delle attività di monitoraggio dei corpi idrici e delle attività inerenti la gestione dei rifiuti, secondo le esigenze operative, tra i laboratori di igiene e profilassi di ciascuna provincia del territorio della regione siciliana. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente comma sono posti a carico delle risorse assegnate al commissario delegato - presidente della regione siciliana (53).

5. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana è autorizzato a rinnovare per un massimo di ventiquattro mesi i contratti già stipulati ai sensi del precedente comma. In caso di rinuncia e/o di cessazione dell'incarico potranno essere utilizzate le graduatorie approvate per la stipula di contratti per il periodo rimanente (54)] (55).

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(47) Comma prima modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e poi così sostituito, con i commi 1 e 1-bis, dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, e, con i commi da 1 a 1-quater, dall'art. 4, comma 12, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136. Il comma 13 dello stesso art. 4 ha inoltre disposto la soppressione del comma 1-bis aggiunto dall'art. 2 della suddetta O.M. 21 luglio 2000, n. 3072.

(48) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, poi sostituito dall'art. 4, comma 12, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 ed infine così modificato dall'art. 6, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(49) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 12, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(50) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 12, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(51) Comma così modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, e dall'art. 4, comma 14, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(52) Comma così modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(53) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, e poi così modificato dall'art. 4, comma 23, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(54) Comma aggiunto dall'art. 6, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(55) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 7


1. Il commissario delegato concorre con le risorse di cui al successivo art. 12, agli investimenti di cui agli articoli 3 e 5 e può, altresì, concorrere agli investimenti di cui all'art. 6 della presente ordinanza. Gli impianti, una volta realizzati, vengono trasferiti alle amministrazioni competenti che provvederanno alla gestione ordinaria con le proprie disponibilità.

2. [Il commissario delegato può concorrere con le risorse di cui al successivo art. 12 alla realizzazione degli impianti per la produzione di combustibile derivato dalla restante frazione dei rifiuti di cui all'art. 4 della presente ordinanza, al fine di realizzare il raggiungimento degli obiettivi alle condizioni di massima economicità] (56).

3. [Per il servizio di gestione dei rifiuti, effettuato attraverso gli impianti pubblici finanziati dal commissario delegato, questi fissa una apposita tariffa] (57).

4. [La tariffa per il conferimento dei rifiuti in discarica deve prevedere il recupero delle spese di gestione, delle spese di investimento, per la realizzazione ed il funzionamento, e delle spese di risanamento ambientale e di gestione per almeno un trentennio, dopo la chiusura, sulla base di apposito piano finanziario predisposto dall'ente incaricato della gestione] (58).

5. [Il commissario delegato - presidente della regione siciliana adegua, su proposta dei prefetti, la tariffa delle discariche comunque in esercizio. La quota di tariffa per far fronte agli oneri per la gestione successiva alla chiusura per almeno un trentennio è versata sulla contabilità speciale intestata al commissario delegato - presidente della regione siciliana. Nelle more della determinazione della tariffa, la aliquota di essa occorrente per far fronte agli oneri per la gestione successiva alla chiusura per almeno un trentennio è fissata in 1,5 centesimi di euro per ogni chilogrammo conferito, salvo eventuale conguaglio, tranne nei casi in cui i predetti oneri finanziari per la gestione delle discariche dopo la loro chiusura siano già previsti e messi in atto nella tariffa applicata dai gestori delle discariche] (59).

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(56) Comma soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(57) Comma soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(58) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e successivamente soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(59) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, modificato dall'art. 7, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190 e successivamente soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 8


1. A partire dal 1° gennaio 2001 è applicato, al tributo speciale per il deposito e smaltimento in discarica di rifiuti urbani ed assimilabili, un coefficiente di maggiorazione pari all'uno per cento per ogni punto percentuale di raccolta differenziata non realizzato rispetto agli obiettivi minimi previsti dalla normativa vigente (60).

2. L'osservatorio regionale sui rifiuti previsto nel P.I.E.R., in base agli indirizzi adottati dalla commissione di cui all'art. 11 dell'ordinanza 31 maggio 1999, n. 2983 provvede, entro il 31 maggio 2001 e successivamente con la medesima cadenza mensile, a fornire i dati relativi agli obiettivi di raccolta differenziata conseguiti nel mese precedente al commissario delegato presidente della Regione siciliana, il quale provvede, ai medesimi fini, a darne comunicazione ai prefetti (61).

3. I proventi derivanti dall'applicazione dei coefficienti di maggiorazione di cui al comma 1 previo conguaglio a cura ed onere dei comuni proprietari delle discariche, sono versati sulla contabilità speciale intestata al commissario delegato - presidente della Regione siciliana e sono destinanti alle attività inerenti la gestione dei rifiuti (62)] (63).

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(60) Comma prima modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e poi così sostituito dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, dall'art. 4, comma 15, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e dall'art. 8, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(61) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 15, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e poi soppresso dall'art. 8, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(62) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 15, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e poi così modificato dall'art. 8, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(63) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 9


1. Il commissario delegato - presidente della regione siciliana, provvede all'approvazione dei progetti ed all'autorizzazione all'esercizio degli impianti di recupero e smaltimento ai sensi degli articoli 27 e 28 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, in deroga al procedimento amministrativo dagli stessi disciplinato, salva la competenza attribuita ai prefetti in materia di discariche. L'approvazione dei progetti da parte del commissario delegato sostituisce ad ogni effetto, visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali e costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico comunale e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori (64).

2. Il commissario delegato per l'espletamento delle indagini e delle ricerche necessarie all'attività di progettazione, dispone l'accesso alle aree interessate in deroga all'art. 16, comma 9, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, per le occupazioni d'urgenza e per le eventuali espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione delle opere e degli interventi; emette il decreto di occupazione e provvede alla redazione dello stato di consistenza e del verbale di immissione in possesso dei suoli, anche con la sola presenza di due testimoni.

3. La predisposizione degli atti di gara e la gestione delle gare di appalto relativi agli interventi rientranti nelle attività demandate al commissario delegato, è affidata, nei casi in cui il commissario delegato lo richieda, ad una apposita struttura tecnico amministrativa costituita con decreto del Ministero dell'ambiente di concerto con i Ministri degli interni e per il coordinamento della protezione civile e dei lavori pubblici d'intesa con il commissario delegato - presidente della regione siciliana, e composta da personale della pubblica amministrazione. Il decreto di costituzione della struttura ne definisce puntualmente funzioni, compiti e compenso (65)] (66).

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(64) Comma così modificato dall'art. 4, comma 16, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(65) Comma prima modificato dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e poi soppresso dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072.

(66) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 10


1. [Il commissario delegato si avvale delle amministrazioni periferiche dello Stato, dell'amministrazione regionale, delle province e dei comuni, delle aziende municipalizzate, dei consorzi, delle università, delle aziende sanitarie locali, dei servizi tecnici nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell'Istituto superiore di sanità, dell'Agenzia nazionale per la protezione ambientale] (67).

2. Per le finalità di cui alla presente ordinanza il commissario delegato - presidente della regione siciliana, si avvale di proprie strutture, appositamente costituite, composte complessivamente da non più di 40 unità a tempo pieno di personale di cui almeno trenta della pubblica amministrazione e dei soggetti di cui al precedente comma (68).

3. [Per le attività di cui all'art. 5 i prefetti delle province si avvalgono delle amministrazioni e degli enti di cui al precedente comma 1] (69).

3-bis. [Per l'istruttoria tecnico-amministrativa degli interventi i prefetti delle province possono avvalersi degli uffici regionali, provinciali e comunali. Per le approvazioni dei progetti, per le autorizzazioni e per ogni altra procedura afferente, ciascun prefetto si avvale di un gruppo di valutazione composto da quattro unità di personale della pubblica amministrazione, cui sarà corrisposto un compenso mensile nei limiti di settanta ore di straordinario effettivamente reso, sulla base degli importi orari delle qualifiche di appartenenza ovvero un'indennità pari all'80% dello stipendio nella globalità delle voci per professori e ricercatori universitari, a valere sui fondi a disposizione del commissario delegato - presidente della Regione siciliana] (70).

4. Il Ministero dell'ambiente per le attività di propria competenza previste dalla presente ordinanza si avvale del personale, integrato da sei unità, in servizio presso il medesimo dicastero, di cui all'art. 12, comma 3, dell'ordinanza n. 2948 del 25 febbraio 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 1999.

5. Il personale di cui al presente articolo è autorizzato ad effettuare lavoro straordinario nel limite massimo di 70 ore mensili, calcolato sulla base degli importi orari spettanti in relazione alle qualifiche di appartenenza e all'attività effettivamente resa. Detta indennità è commisurata a 150 ore per i prefetti delle province. Al personale della struttura commissariale al quale è conferito l'incarico di progettista, responsabile per la sicurezza, direttore dei lavori, ingegnere capo e collaudatore delle opere è corrisposto, un compenso nella misura prevista dall'art. 13, comma 4.1, della legge 17 maggio 1999, n. 144. Per le missioni del personale, richieste e autorizzate dal commissario delegato, è riconosciuto il trattamento spettante in relazione alle qualifiche di appartenenza, intendendosi autorizzato anche l'uso del mezzo proprio con rimborso degli oneri relativi alla polizza assicurativa stipulata ai sensi dell'art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 1990, n. 44. Le amministrazioni di appartenenza sono autorizzate ad anticipare e liquidare, a carico dei pertinenti capitoli di bilancio, i trattamenti di missione e gli eventuali premi assicurativi in favore del rispettivo personale, che verranno rimborsati dal commissario sulla base delle documentate richieste (71).

6. [Il commissario delegato può, altresì, avvalersi di enti pubblici, di enti locali, dei dipartimenti universitari, di altri organismi pubblici specializzati. In tal caso il compenso è corrisposto nella misura prevista dall'art. 13, comma 4, punto 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144. Il corrispettivo da riconoscere per le attività di supporto al commissario delegato è determinato a vacazione ai sensi dell'art. 4 della legge n. 143/1949, aggiornato con decreto ministeriale n. 417/1997, con la detrazione di cui all'art. 4, comma 12-bis, della legge n. 155/1989 e con il limite del 60 per cento per quanto concerne i compensi accessori e con la predeterminazione delle figure professionali impiegate] (72).

7. L'utilizzazione di personale pubblico anche in organi collegiali istituiti per l'intervento straordinario, è disposta in deroga alle procedure di comando, di distacco e di autorizzazione e si svolge in deroga alle norme ordinarie in materia di orario di servizio. Tra le norme procedurali derogate sono comprese l'art. 58, commi 2, 3 e 5, l'art. 60 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, l'art. 56 del testo unico 10 gennaio 1957, n. 3, e l'art. 456, comma 12, del decreto legislativo 10 aprile 1994, n. 297, e successive integrazioni e modificazioni.

8. [Per la fornitura dei beni e servizi per le esigenze della struttura commissariale, si applicano le norme vigenti nella Regione siciliana] (73).

9. [L'ufficio del commissario delegato - presidente della Regione siciliana si articola in strutture operative in analogia a quanto previsto per la Regione siciliana dalla vigente normativa. A detto ufficio è preposto un dirigente che assume anche le funzioni di «Datore di lavoro» di cui al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche ed integrazioni] (74).

10. Al personale utilizzato dall'ufficio del commissario delegato - presidente della Regione siciliana si applicano gli istituti contrattuali vigenti nell'amministrazione di provenienza. Restano a carico della gestione commissariale le indennità accessorie e variabili, nella misura prevista dal C.C.R.L. per i dipendenti dell'amministrazione regionale siciliana (75).

11. Il trattamento economico complessivo dei dipendenti della Regione siciliana resta a carico dei singoli rami di amministrazione di provenienza del personale stesso, fermo restando l'obbligo del commissario delegato - presidente della Regione siciliana di rimborsare, per il personale con qualifica dirigenziale, la retribuzione di posizione e la retribuzione di risultato, determinate in sede di stipula del contratto individuale con il commissario stesso e comunicate al competente ramo di amministrazione (76).

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(67) Comma soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(68) Comma così modificato prima dall'art. 2, O.M. 21 luglio 2000, n. 3072, poi dall'art. 4, comma 17, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 ed infine dal comma 3 dell'art. 6, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(69) Comma soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(70) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048, poi modificato dall'art. 4, comma 18, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 ed infine soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852. Vedi, anche, le altre disposizioni dello stesso comma 18, O.M. n. 3136.

(71) Comma così modificato dall'art. 2, O.P.C.M. 7 maggio 2004, n. 3354.

(72) Comma soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(73) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048 e, successivamente, soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.

(74) Comma aggiunto dall'art. 9, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(75) Comma aggiunto dall'art. 9, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(76) Comma aggiunto dall'art. 9, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.
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Art. 11


[1. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio nomina una commissione tecnico-scientifica composta, oltre che dal presidente, da otto esperti, di cui tre designati dallo stesso Ministro, uno designato dal Ministro dell'interno, delegato per il coordinamento della protezione civile, e quattro designati dal commissario delegato - presidente della Regione siciliana. Il presidente di detta commissione è nominato dal Ministro dell'ambiente e tutela del territorio sentito il presidente della Regione siciliana. La commissione coadiuva il commissario delegato - presidente della Regione siciliana e il vice commissario, nell'attuazione dei loro incombenti, su richiesta degli stessi] (77).

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(77) Articolo prima modificato dall'art. 4, comma 19, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136, poi sostituito dall'art. 10, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190 ed infine soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852. Vedi, anche, le altre disposizioni del suddetto articolo 10, O.M. n. 3190/2002.
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Art. 12


1. Per le finalità di cui alla presente ordinanza, il commissario delegato dispone di:

a) lire 20 miliardi mediante utilizzo delle risorse di cui al capitolo 7705 UPB 4.2.1.1. dello stato di previsione per l'anno 1999 del bilancio del Ministero dell'ambiente;

b) lire 38.359 milioni mediante l'utilizzo delle risorse di cui agli articoli 1, 1-bis e 1-ter del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441, assegnate alla regione siciliana ed ancora disponibili nonché le eventuali risorse non utilizzate su mutui già accesi per interventi finanziati a valere sulla medesima legge;

c) lire 80 miliardi mediante l'utilizzo di risorse provenienti da revoca di fondi inutilizzati di cui all'art. 11 della legge regionale 18 giugno 1977, n. 39;

d) lire 100 miliardi delle risorse assegnate dal C.I.P.E. il 22 gennaio 1999, per gli interventi nelle aree depresse nel triennio 1999-2001 relativamente alla tipologia delle infrastrutture ricomprese nelle intese istituzionali di programma, a valere sugli stanziamenti previsti dalla legge 30 giugno 1998, n. 208, di cui alla tabella C della legge 23 dicembre 1998, n. 449;

e) delle ulteriori somme già destinate dalla Comunità europea, dallo Stato comprese quelle attribuite su fondi FIO e sui fondi per l'intervento straordinario per il Mezzogiorno, dalla regione nonché dagli enti locali per la realizzazione degli interventi di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati. A tal fine il commissario delegato identifica gli interventi finanziati, ne accerta la congruità rispetto alle previsioni del piano e ne dispone una diversa utilizzazione, previa riassegnazione da parte delle amministrazioni competenti, nel caso che gli interventi finanziati non siano confermati nel piano degli interventi di emergenza.

Sono, altresì, assegnate al commissario delegato:

f) lire 20 miliardi per la realizzazione nella regione siciliana dei progetti LSU di cui al «Progetto ambiente» approvato dal C.I.P.E. con deliberazione del 17 marzo 1998, n. 32, concernente interventi per la gestione dei rifiuti, approvato dalla conferenza permanente Stato-regioni nella riunione del 30 luglio 1998, a valere sullo stanziamento per l'anno 1999 del capitolo 7709 per l'U.P.B. 4.2.1.1. dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente. Il commissario delegato assicura la gestione di tali progetti eventualmente anche disponendo l'esclusione dal programma degli enti che ritardino gli adempimenti di propria competenza, con contestuale affidamento del progetto ad altro ente (78);

g) lire 825 milioni per l'attuazione del progetto LSU per la realizzazione di una piattaforma per il trattamento degli elettrodomestici «bianchi» nel comune di Messina, di cui al decreto direttoriale del Ministero dell'ambiente n. 10447/ARS/DI/4/SP del 3 agosto 1998, mediante l'utilizzo delle risorse già destinate agli stessi. Il commissario delegato assicura la gestione di tali progetti.

2. Il commissario delegato è autorizzato, ai fini dell'utilizzo delle risorse di cui alla lettera b) e di cui al comma 5 dell'art. 7, della presente ordinanza così aggiunto dall'art. 2, comma 11, dell'ordinanza 21 luglio 2000, n. 3072 ad accendere i relativi mutui presso la Cassa depositi e prestiti. La concessione dei mutui potrà avvenire con determinazione del direttore generale della Cassa depositi e prestiti assumendo i poteri del consiglio di amministrazione, al quale verranno comunicate, nella prima adunanza utile, le concessioni effettuate. In ogni caso la consegna dei lavori non potrà essere effettuata prima della formale concessione del mutuo e le erogazioni in conto del mutuo verranno disposte sulla base di certificati di spesa vistati dal direttore dei lavori e da sub-commissari (79).

3. Il commissario delegato predispone tutti gli atti necessari per accedere a ulteriori finanziamenti nazionali e comunitari.

4. Per le attività affidate ai prefetti, il commissario delegato dispone, a valere sulle risorse ad esso assegnate, l'accreditamento delle risorse necessarie a favore delle contabilità speciali intestate ai singoli prefetti per gli interventi di emergenza nel settore dei rifiuti.

5. Il commissario delegato è tenuto a rendicontare le spese sostenute per le attività di cui alla presente ordinanza con le modalità previste dalla vigente legislazione in materia di contabilità generale dello Stato.

6. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana, al fine di realizzare gli interventi urgenti previsti nella presente ordinanza, può autorizzare gli enti finanziati ad anticipare, in tutto o in parte, le somme a suo carico e può intervenire in via sostitutiva in caso di inadempienza dei soggetti obbligati alla restituzione delle somme anticipate (80)] (81).

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(78) Lettera così modificata dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(79) Comma così modificato dall'art. 4, comma 20, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(80) Comma aggiunto dall'art. 2, O.M. 31 marzo 2000, n. 3048.

(81) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 13


1. Ai fini della coordinata attuazione degli interventi urgenti previsti nella presente ordinanza il commissario delegato provvederà, nel rispetto dei previsti parametri occupazionali:

a) a curare direttamente l'esecuzione e la gestione economico-finanziaria per L. 4.258.000.000 dei progetti numeri 59 e 67, interessanti il territorio della regione siciliana, ammessi a finanziamento con decreto del Ministro dell'ambiente del 2 ottobre 1990, n. 1150, nell'àmbito del «Programma annuale 1988, di interventi urgenti per la salvaguardia ambientale» approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica con deliberazione del 5 agosto 1998, le cui risorse finanziarie complessive sono state impegnate con il medesimo decreto ministeriale (Capitolo 7103, partita n. 10320 - esercizio finanziario 1988);

b) a curare direttamente l'esecuzione e la gestione economico-finanziaria per l'importo complessivo di L. 18.845.219.000 dei progetti n. 36 e n. 102, interessanti il territorio della Regione siciliana ammessi al finanziamento con decreto del Ministro dell'ambiente del 25 marzo 1998, n. 89/pers/III (82).

2. Nell'affidamento, esecuzione e gestione economico-finanziaria dei singoli progetti ed interventi di cui al precedente comma il commissario delegato succederà nei relativi diritti ed obblighi al Ministero dell'ambiente.

3. Per l'attuazione degli interventi affidatigli, il commissario delegato - presidente della regione siciliana, oltre alle risorse di cui alla presente ordinanza:

a) dispone delle risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali, comunque assegnate o destinate alla realizzazione di opere in materia di gestione dei rifiuti;

b) attiva le procedure necessarie per assicurare il coofinanziamento comunitario degli interventi previsti dalla presente ordinanza;

c) avanza istanze di finanziamento su programmi nazionali e comunitari.

4. Il commissario delegato - presidente della Regione siciliana provvede a curare direttamente l'esecuzione e la gestione economico finanziaria dei progetti numeri 37, 82, 84, 85, 86, 89 e 94, ammessi a finanziamento con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 21 novembre 1996, n. 062/PERS/III, nonché dei progetti n. 60 e 64, ammessi a finanziamento con decreto del Ministro dell'ambiente 2 ottobre 1990, n. 1150/ GAB, in attuazione dell'art. 18 della legge n. 67 del 1988. Le relative risorse sono versate nella contabilità speciale intestata al commissario delegato - presidente della Regione siciliana, che potrà utilizzare le somme che dovessero residuare dopo il pagamento delle obbligazioni assunte per la realizzazione di interventi analoghi o di altri interventi di competenza della gestione commissariale (83)] (84).

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(82) Lettera aggiunta dall'art. 4, comma 21, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136.

(83) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 22, O.M. 25 maggio 2001, n. 3136 e poi così sostituito dall'art. 11, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190.

(84) Articolo soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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Art. 14


1. Le risorse di cui agli articoli 12 e 13 sono trasferite, in deroga al disposto dell'art. 19, comma 3, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e delle disposizioni della legge e del regolamento di contabilità generale dello Stato relative alle contabilità speciali, direttamente su apposita contabilità speciale di tesoreria intestata al commissario delegato per gli interventi di emergenza nel settore dei rifiuti della regione siciliana.

2. Il commissario delegato - presidente della regione siciliana, può impegnare le spese relative all'attuazione della presente ordinanza nei limiti delle risorse dalla stessa autorizzate.

3. Il commissario delegato è autorizzato, sulla base di programmi da redigere quadrimestralmente, d'intesa con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, a destinare, per la realizzazione di interventi previsti nei predetti programmi, le risorse finanziarie che si rendono disponibili, in ragione di quanto previsto dall'art. 13, comma 3, lettera b), della presente ordinanza (85).

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(85) Comma aggiunto dall'art. 4, O.P.C.M. 23 gennaio 2004, n. 3334.
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Art. 15


1. Per l'esecuzione del mandato affidatogli il commissario delegato può derogare, ove necessario, alle seguenti norme nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento giuridico:

legge 20 marzo 1865, n. 2248 - allegato F, titolo VI, art. 331;

legge 25 giugno 1865, n. 2359, articoli 4, 7, 17, 18, 25, 31 e seguenti, 51, 64, 71;

regio decreto 25 maggio 1895, n. 350, articoli 5, 6, 8, 9, 10, 17, 20, 27, 28, 29, 66, 68, 69, 70 e 71;

regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, articoli 3, commi 1, 5 e 6, commi 2, 7, 8, 9, 11, 13, 14, 15, 19 e 20;

regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, articoli 7, 8, 12, 17;

regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, titolo I, sezione II, art. 11 e titolo II - Capo I, articoli 37, 38, 39, 40, 41, 42, 119 e successive modifiche ed integrazioni;

regio decreto 16 maggio 1926, n. 1126, articoli 20 e 21;

legge 1° giugno 1939, n. 1089, articoli 20, 54, 55, 57, 59;

legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 11;

legge 22 ottobre 1971, n. 865, articoli 10, 11, 12, 13, 19, 20;

legge 18 dicembre 1973, n. 836, art. 8, comma 1, periodo II;

decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, articoli 81, 82, 101;

legge 28 gennaio 1977, n. 10, art. 4;

legge 3 gennaio 1978, n. 1, art. 3;

deliberazione 27 luglio 1984, del Comitato interministeriale di cui all'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 915/1982, punto 4.2.2;

legge 8 agosto 1985, n. 431, articoli 1, 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies, 1-sexies;

legge 8 luglio 1986, n. 349, art. 6, fermo restando l'acquisizione del parere del Ministero dei beni e delle attività culturali, ove necessario;

decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397, convertito dalla legge 9 novembre 1988, n. 475, art. 7;

legge 9 giugno 1990, n. 142, articoli 25, 32, 35, 45 e 46, come recepiti dalla legge della regione siciliana 11 dicembre 1991, n. 48;

legge 7 agosto 1990, n. 241, articoli 14, 16 e 17;

decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 gennaio 1991, n. 55, articoli 3, 4, 6 e 8;

decreto legislativo 19 dicembre 1991, n. 406, articoli 22 e 23;

decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, art. 58, commi 2, 3 e 5, art. 60;

legge 11 febbraio 1994, n. 109, modificata con decreto-legge 3 aprile 1995, n. 101, convertito dalla legge 2 giugno 1995, n. 216, articoli 6, 8, 9, 10, 13, 16, 17, 19, 20, 21, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 32 e 34 e successive modificazioni ed integrazioni;

decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, articoli 3, 6, 8, 9, 10, 22, 23, 24;

legge della regione siciliana 19 marzo 1972, n. 19, art. 9, comma 1, art. 21, commi 2, 3, 4 e 5, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 26 maggio 1973, n. 21, art. 21, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 17 marzo 1975, n. 8, art. 16, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 12 giugno 1976, n. 78, art. 15, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 18 giugno 1977, n. 39, articoli 1, 2, 3, 4, 5 e 11;

legge della regione siciliana 8 luglio 1977, n. 47, articoli 11 e 12;

legge della regione siciliana 10 agosto 1978, n. 35, articoli 4 e 6, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 27 dicembre 1978, n. 71, articoli 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9, 12, 13, 19 e 21, e successive modifiche ed integrazioni;

decreto del presidente della regione siciliana 28 febbraio 1979, n. 70, art. 8;

legge della regione siciliana 28 dicembre 1979, n. 256, art. 16;

legge della regione siciliana 28 dicembre 1981, n. 181, art. 5;

legge della regione siciliana 21 agosto 1984, n. 67, articoli 1, 2, 3, 4 e 8;

legge della regione siciliana 29 aprile 1985, n. 21, articoli 1, 2, 3, 4, 5, 5-bis, 6, 7, 8, 9, 10-bis, 11, 12, 15, 16, 18, 19, 22, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 34, 36, 36-bis, 37, 38, 38-bis, 39, 40, 41, 42, comma 7, 42-bis, commi 1 e 3, 42-ter, comma 12, 43, 44 e 45, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 10 agosto 1985, n. 37;

legge della regione siciliana 6 marzo 1986, n. 9, art. 13, comma 3, lettera f) e art. 21;

decreto del presidente della regione siciliana 6 marzo 1989;

legge della regione siciliana 30 aprile 1991, n. 15, art. 2, comma 3, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 12 gennaio 1993, n. 10, articoli 8, 9, 10, 11 e 65, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 11 maggio 1993, n. 15;

legge della regione siciliana 1° settembre 1993, n. 25, articoli 154, 159 e 160, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 21 aprile 1995, n. 40;

legge della regione siciliana 3 ottobre 1995, n. 71, art. 7;

legge della regione siciliana 8 gennaio 1996, n. 4, articoli 5, 7, 10, 12, 13, 14, 17, 19, 20 e 31, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 6 aprile 1996, n. 22, articoli 5, 7, 9, 11, 14, 19 e 20, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 7 marzo 1997, n. 6, articoli 16 e 17;

legge della regione siciliana 7 agosto 1997, n. 30, art. 47;

legge della regione siciliana 16 ottobre 1997, n. 39, art. 8, e successive modifiche ed integrazioni;

legge della regione siciliana 30 marzo 1998, n. 5;

legge della regione siciliana 31 agosto 1998, n. 14, art. 2;

legge della regione siciliana 2 settembre 1998, n. 21;

legge della Regione siciliana 15 maggio 2000, n. 10, articoli 12 e 13;

legge della Regione siciliana 27 dicembre 1978, n. 71, art. 55;

legge 11 febbraio 1994, n. 109, art. 14] (86).

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(86) Articolo prima modificato dall'art. 12, O.M. 22 marzo 2002, n. 3190 e poi soppresso dal comma 1 dell'art. 8, O.P.C.M. 19 febbraio 2010, n. 3852.
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